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DALL'ABRUZZO AL MOLISE
ALLA SCOPERTA DI ANTICHI SAPORI


CLARA DI MEGLIO

S.Salvo (CH).
La spiaggia del Progetto
di tutela ambientale

Viva la differenza dei gusti, abbasso l'omologazione. Andare in giro per l'Italia a scoprire nicchie di antichi mestieri e di tradizioni gastronomiche è un piacevole e istruttivo modo di muoversi. "Trigno:promotion e business" è il "press tour" cui abbiamo partecipato per scoprire una parte dell'alto Molise, un'iniziativa promossa dalle amministrazioni locali e varie aziende della Valle del Trigno e organizzata da In Fiera di Lanciano.
Il Trigno è un fiume che divide l'Abruzzo dal Molise scorre tra pianure e colline e sfocia nell'Adriatico, la prima tappa del nostro giro è stato l'ultimo comune dell'Abruzzo, in provincia di Chieti, S.Salvo, località balneare con un retroterra industriale, dove abbiamo scoperto un Giardino botanico mediterraneo, un Osservatorio del mare, un centro di educazione ambientale, operativo da un paio di anni, riconosciuto e finanziato dalla Regione Abruzzo, uno dei 7 orti botanici abruzzesi.



Nato come progetto di restauro ambientale per ricostruire flora e fauna del territorio del medio Adriatico, oggi è anche palestra didattica per master post-laurea. Questo Giardino botanico mediterraneo è di 25 ettari, 10 ettari a terra e 15 a specchio di mare, sulla spiaggia sono tornate le piante autoctone, vi sono oltre 30 specie di uccelli tra cui l'airone rosso, la zona terra è recintata e visitabile, vi è una struttura in legno con esposizione di documenti e reperti marini, e aule per conferenze e incontri, sono numerose le scolaresche che la visitano soprattutto in primavera. Una parte della spiaggia antistante è aperta alla balneazione in estate. Da ottobre a giugno 3 giorni la settimana docenti universitari svolgono lezioni per giovani laureati, per un master di formazione ambientale, attualmente sono 35 i giovani che frequentano il master provenienti da varie regioni, soprattutto del centro-sud.

S.Salvo (CH).
Centro Osservatorio del mare
di educazione ambientale.
Da sinistra:il direttore del Centro C.Alberto Castellani
il sindaco Gabriele Marchesi
l'assessore Alfonso Di Toro

Ci hanno fatto da guida lungo questo Orto botanico il sindaco di S.Salvo Gabriele Marchese, l'assessore al turismo e vice sindaco Alfonso Di Toro e il direttore dell'Osservatorio del mare Carlo Alberto Castellani.
S.Salvo è il primo Comune d'Abruzzo certificato ISO 14001 e vuole sviluppare un turismo eco-compatibile, sono 6 anni che ottiene la bandiera blu. E' in progetto un aumento della ricettività, soprattutto alberghi, ora ve ne sono solo 4, con particolare attenzione alla loro ubicazione perché attualmente nella zona mare vi sono soprattutto seconde case. In progetto anche un porticciolo turistico per 215 posti barca, S. Salvo con le vicine Vasto e Capello hanno sottoscritto un progetto per un percorso vita, verso l'interno, che costeggia un torrente.

Ma le sorprese a S. Salvo non sono finite, nella zona industriale, dal 1971 opera l'Euro-ortofrutticola del Trigno, una cooperativa con circa 1300 soci, coltivatori abruzzesi, molisani ma anche pugliesi e dell'alto Lazio, è la più grande del Mezzogiorno e vengono commercializzate uva da vinificazione, olive da tavola, carciofi e frutta, soprattutto pesche, ogni anno vengono lavorati 200 mila quintali di frutta, da alcuni anni molti produttori si sono votati al biologico. Non manca naturalmente l'azienda conserviera di questi prodotti locali, la Triveri "artigiani nel conservare i sapori".
S. Salvo, zona di mare quindi la sua gastronomia è molto basata sul pesce, ma c'è anche un prodotto particolare, un salume tipico di questa zona e del vastese, è la Ventricina, definito il salume dei re e dei contadini, è il simbolo alimentare di un territorio delimitato, della zona di Vasto appunto, in provincia di Chieti. E' una produzione limitata, soprattutto familiare, ed è nota ai gourmet e buongustai, è un prodotto di nicchia che va tutelata ma anche conosciuto. C'è addirittura un'Accademia della Ventricina, presieduta da Luigi Di Lello che ci ha spiegato con degustazione guidata, quasi tutto su questo salume. L'Accademia ha depositato il marchio per garantire l'origine, la natura e la qualità del prodotto, attraverso un disciplinare di produzione. I suini utilizzati devono provenire da quel territorio, la loro alimentazione è strettamente controllata, mais, favino, orzo, frumento, avena e cereali minori non geneticamente modificati. La Ventricina è ottenuta dalle parti nobili del maiale, con un rapporto del 70% di magro e 30% di grasso, tagliate a punta di coltello, cui si aggiunge un trito di peperoni secchi, dolci o piccanti, finocchietto selvatico e talvolta pepe. Ha forma tonda o subovoidale, dal peso da 1 a 2,5 kg. E per l'insaccatura viene utilizzata la vescica o la cosiddetta "muletta" o budello cieco, deve essere stagionato per almeno 90 giorni. Di questo prodotto, usato nei luoghi di produzione e ripetiamo, noto ai gourmet e buongustai, si hanno documentazioni che risalgono al 1734, la produzione è artigianale e segue sempre lo stesso iter.

Passando in Molise le curiosità e le sorprese non finiscono mai. C'è un territorio da conoscere con i suoi monumenti e bellezze artistiche, a Monte Falcone del Sannio, siamo in provincia di Isernia, c'è il convento del Cappuccini chiesa di S.Maria delle Grazie, ora restaurata, convento fondato da Padre Girolamo da Napoli nel 1622, faceva parte del feudo di Alessandro Gallo marchese di Montefalcone, attivo fino al 1811, e soppresso nel 1814 , seguirono varie destinazioni di uso fino all'abbandono nel 1998. Ricordiamo le drastiche riforme anticlericali emanate il 1 agosto 1809 da Gioacchino Napoleone Murat Re di Napoli, che soppresse tutti i conventi e monasteri, in Molise a quel tempo vi erano 40 monasteri. A Roccavivara, a Canneto, in provincia di Campobasso un'altra chiesa restaurata è il Santuario Madonna del Sorriso, chiesa del 1200 su una preesistente fondata dopo il Concilio di Efeso (431 d.C.), chiesa con monastero la edificarono i Benedettini di S.Vincenzo al Volturno prima e data ai Benedettini di Montecassino poi. La zona dove sorge il santuario era abitata al tempo dei romani come risulta dagli scavi e dai reperti trovati, sono resti una villa romana e un'azienda agricola. All'interno del Santuario la statua venerata è del 1500 e un magnifico ambone in pietra del 1223 a tre arcate con bassorilievi, nelle edicole con frati che rappresentano la regola benedettina dell'Ora et Labora.

Trivento(CB) -
Prodotti molisani

A Roccavivara, dove regna la tranquillità , e il paesaggio della valle del Trigno, il visitatore può fermarsi ad un agriturismo e, gustare i piatti tipici allo Smeraldo, dove due giovani, Claudia e Pino Lomma preparano gustose leccornie di antichi sapori, come l'agnello o i fagioli e cotiche. Altra tappa del nostro giro in Molise è stato Trivento, l'antica roccaforte sannitica "Tribentum", a circa 600 metri, per raggiungere il centro storico c'è una caratteristica scalinata, con 365 gradini. Il gioiello è la Cattedrale romanica, sorta su un tempietto della dea Diana, il castello ducale o baronale, parte abbandonato parte restaurato da un privato Vittorino Nucciarone, che ne ha tratto La Locanda del Barone con sala multimediale per conferenze, mostre, incontri. Per la nostra visita il sindaco Pasquale Corallo ha invitato i cittadini ad esporre l'artigianato locale e i prodotti tipici, abbiamo potuto ammirare splendidi copriletto fatti dalle nonne ad uncinetto, ricami e naturalmente prodotti enogastronomici. E lì abbiamo scoperto che esiste il Centro Tartufi Molise, il direttore commerciale Vittorio Palombo ci ha detto che quasi il 60 per cento dei tartufi commercializzati ad Alba provengono dal Molise, ora è deciso a far conoscere la vera provenienza di questi "diamanti vegetali".

Agnone(CB)-
Franco Gervasi lavora il rame.
La tina, la conca classica che
le donne mettevano in testa
per portare l'acqua

Un'altra città che abbiamo visitato e che ci ha dato altre sorprese è stata Agnone , detta l'Atene del Sannio" per il suo passato ricco di tradizione e testimonianze storiche- architettoniche, ma anche la città delle campane, una volta la città era circondata da 7 porte, ne sono rimaste 5, anche qui l'artigianato è ancora vivo, come quello del rame, la Rameria Gerbasi è alla quinta generazione che lavora il rame ancora a mano, della tecnologia moderna usano solo le presse. Agnone fa parte del Parco letterario e una sorpresa grande è stata quella di trovare una biblioteca, ancora in corso di definizione, nel Palazzo S. Francesco, 70 mila volumi, 40 libri antichi, l'opera omnia di Platone del 1567, in latino di Marsilio Ficino, opere di Aristotele in greco della metà del '500 e i decreti del 1572 dopo il Concilio di Trento. Alcuni libri del 1681 di autore anonimo trattano dei processi dell'Inquisizione, vi sono anche i 5 volumi del vocabolario dell'Accademia della Crusca del '700, 4 veneti e uno fiorentino, una vera miniera per gli studiosi, come ci ha detto il direttore Nicola Mastronardi.

Agnone(CB).
Fonderia Pontificia Marinelli -
costruzione di una campana.

Un altro fiore all'occhiello di Agnone, noto in tutto il mondo, è la Pontificia fonderia di campane della famiglia Marinelli, che fonde campane dall'anno Mille, e infatti la campana dell'Anno Mille è conservata nell'attiguo museo insieme a documenti, testi antichi, studi sull'arte della campana ed anche i prototipi delle campane che vengono richieste dalle più importanti chiese del mondo. In questa fonderia sono state rinnovate le campane dell'Abbazia di Montecassino dopo il famoso bombardamento dell'ultima guerra, e recentemente, nel 2001, è stato rifatto il campanone di S. Benedetto, in disuso da anni. In questa fonderia è stata fatta anche la grande campana dell'ultimo Giubileo, un sogno che Pasquale Marinelli, il proprietario recentemente scomparso espresse durante la visita di Papa Vojtyla ad Agnone nel 1995, che divenne realtà. Tra le ultime campane quella portata a Marcinelle in Belgio nell'agosto del 2002 per ricordare le vittime della miniera del 1956, e ogni anno l'8 agosto alle 8.10 alla stessa ora del disastro, suonano per 262 volte, quante sono state le vittime. E da questa fonderia è partita l'ultima campana dedicata ai bambini di S.Giuliano, che sarà collocata nella piazza vicino la scuola crollata nel terremoto dell'anno scorso.

Agnone(CB).
Biblioteca del Palazzo S.Francesco.
Il volume più antico, del 1567

Anche ad Agnone abbiamo dovuto constatare la genuina produzione artigianale gastronomica. Abbiamo avuto una degustazione guidata da Carlo Miscischia, rappresentante di Slow Food, dei formaggi del caseificio Di Nucci. Anche questi casari sono alla decima generazione, cono venuti ad Agnone da Capracotta, la località molisana oggi nota per i suoi campi da sci. Il formaggio viene ancora fatto in maniera artigianale, lavorato a mano e tutto con latte di mucca crudo proveniente dalle zone circostanti.

Agnone(CB).
Caseificio Di Nucci -
Lavorazione del Formaggio

Un giro questo molisano che ci ha fatto scoprire, e per alcuni riscoprire, bellezze, panorami e sapori forse dimenticati in questa epoca di globalizzazione del gusto.