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COSA MANGIAVANO GLI INCAS?Dott. CIRO VESTITA Grazie a quei popoli già così civili del Centro America, patate, mais e pomodori cambiarono letteralmente la vita dell'Europa.
Quando il rozzo Pizzarro, su mandato degli avidi re spagnoli, arrivò nel regno degli Incas per razziare oro e argento rimase sbigottito dall'organizzazione agricola di questo popolo che spaziava per tutta la cordigliera delle Ande. Gli Incas infatti, pur non conoscendo né cavalli né altri animali da tiro erano riusciti a trasformare l'immenso e impervio territorio delle Ande in un giardino.
Ma non fu certo l'oro e l'argento il miglior investimento che portoghesi e spagnoli ottennero con le loro razzie; furono il mais, le zucchine e i pomodori che poterono arrivare in Europa con le navi dei conquistadores ad essere il miglior frutto della conquista del nuovo mondo. Patate, mais e pomodori cambiarono letteralmente la vita dei popoli europei ed in particolare la patata vanificò quella terribile tecnica di guerra che prevedeva l'incendio delle messi dei popoli da sottomettere; dopo la fame tutto per le armi era più facile. Le patate non solo non bruciavano, ma, a differenza del grano, si potevano nascondere anche sottoterra e resistere dunque a lunghi assedi. Col pomodoro invece si riscoprirono nuovi sapori e colori per la cucina iniziando così a ridurre l'enorme uso di sale e spezie che i cuochi usavano per dare sapore alla cucina, creando nel contempo effetti disastrosi sulla salute degli utenti di questa cucina così pesante. Infatti, Il fegato facilmente andava a pezzi cibandosi sempre di cibi speziati e magari innaffiati con pesante vino dell'epoca. Ma oltre a questi vegetali, dalle Ande arrivò anche il tacchino, chiamato come il mais, "turco" solo perché questo era l'appellativo usato per tutte le cose che ancora in Europa erano sconosciute. E anche il tacchino (Turkey in americano) rivoluzionò la cucina e la dietetica del tempo. A differenza infatti delle carni ovine e bovine, il tacchino contiene pochissimo colesterolo e molte più proteine e ferro: carne ottima dunque per i bambini (a quei tempi la mortalità infantile da fame era enorme). I contadini dell'epoca non ebbero difficoltà ad allevarlo insieme ai polli in cortile, sfamando quindi a basso costo i loro cari visto che la carne bovina aveva per loro prezzi proibitivi.
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