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DANILO MAESTOSI IN MOSTRA A ROMA
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Lorca |
LA LUNA TERRITORIO DELL’ANIMA, SPECCHIO MAGNETICO E
OMBROSO DELL’AMBIGUITA’ DEI SENSI E DELLA FANTASIA
"Quante facce ha la luna? Tante, tutte quelle del nostro immaginario.
Danilo Maestosi ci aiuta a ripercorrere queste mille facce con una mostra che affianca alla suggestione dei colori e delle forme la ricerca delle parole, con citazioni, annotazioni e pensieri tratti da poesie, ma anche da canzoni, film, romanzi" (Gianni Borgna). Giovedi 15 aprile nella sale del Complesso del Vittoriano di Roma si è inaugurata "Lunario" la mostra di Danilo Maestosi, un viaggio nello spazio dove domina il silenzio della contemplazione.
La rassegna prende il titolo da quelle vecchie agende dove in alto venivano registrati giorno per giorno i cicli del sole, della luna e delle maree e, chi le possedeva, in fondo, vi annotava pensieri, riflessioni, massime, ricette, doveri, citazioni.
Ogni quadro esposto, come i vecchi lunari, registra versi, passi di romanzi, canzonette, film tutti dedicati alla luna e alle sue suggestioni. Poesia e pittura, scrittura e colori. Due mondi che alimentano l’immaginario dell’autore e ne riassumono, cercando di conciliarne gli aspetti, il suo stesso lavoro.
Borges |
Danilo Maestosi, sessant’anni, una lunga carriera di giornalista: ha lavorato per il Tempo, per la Rai come inchiestista, commentatore e critico teatrale, per Paese Sera e per l’Ansa. Dopo due anni di lavoro nel cinema con la Gaumont è entrato a far parte della redazione de Il Messaggero, dove si occupa di arte, archeologia, architettura, ambiente. Dipinge da almeno venti anni "per dare aria a un’anima che il dovere della scrittura mandava raramente in vacanza". Da sei anni, incoraggiato da Ravello Bruno Mansi e da altri artisti e critici d’arte, "compagni di strada", ha iniziato un’attività espositiva sempre più intensa, cercando il più possibile di tenersi lontano da Roma, per evitare confusioni e sconfinamenti con l’orbita contigua del giornalismo.
Lo scorso anno ha presentato la sua prima mostra dal titolo "Isole", facendosi conoscere al grande pubblico con i suoi quadri delicati e sottilmente romantici. Immediata l’emozione del percepire, quasi impalpabile e inesprimibile, cattura lo sguardo, attenta e commossa, la luce avvertita è intensissima, poderosa e rassicurante: sono apparizioni che attraversano il campo visivo e vi sostano con bella evidenza. Ad un anno di distanza Danilo Maestosi espone al Complesso del Vittoriano, misurandosi con le suggestioni della luna e un’antologia di poesie e rimandi: Ariosto, Pink Floyd, Dario Fo, Eliott, gli antichi poeti cinesi, Garcia Lorca. Trenta opere, cinque tavole più grandi e venticinque quadri su cartone, una tecnica mista, ottenuta impastando smalti, vernici spray, tempere, acrilici e oli, stesura a pennello e superfici a stampo, caso e progetto, linee e graffiti, una fusione di significanti e significati, dove astrazione e figura convivono o si alternano. I quadri inseguono realtà e fantasia catturandone gli intrecci come ombre sui muri.
Ariosto |
"I quadri sono come tanti specchi su cui si riflette costantemente la stessa griglia predisposta alla pittura. Su questi specchi si imprimono ombre e tracce, ma ben solide e piene di materia, densa e luminosa. Lo spazio è sempre gremito ma appare ordinato, lucidamente descritto, amorevolmente rappresentato" scrive Claudio Strinati, soprintendente al Polo Museale Romano. "Maestosi è un Ulisse moderno, come l’Ulisse di Joyce che si aggira sulla spiaggia alla ricerca dei segni di tutte le cose. E li rintraccia secondo criteri di analogia, identità, apparizione e sparizione. Ed è continua la sensazione che siano proprio gli occhi di chi guarda a imprimere lo sguardo sulla materia pittorica e a moltiplicarsi secondo l’andirivieni delle osservazioni, come gli occhi di Argo".
Alla rassegna è abbinata un’attività di laboratorio avviata in due scuole professionali romane, il "Sisto V" e la "Federico Cesi", dove gli studenti dei corsi di grafica e letteratura italiana, seguendo lo stesso leit motiv iconografico e letterario, hanno composto un loro lunario alternativo, condensato in due pannelli che verranno esposti al Complesso del Vittoriano per introdurre il percorso della mostra.
In occasione dell’inaugurazione nelle sale della mostra, a testimoniare il viaggio tra colori e poesia, Walter Maestosi ha presentato un breve recital poetico musicale dal titolo "Lunatico allunaggio", con la partecipazione di Daniela Barra e le musiche di Giovanni Monti.
Camus |
Catalogo: Comunicare Organizzando
Organizzazione e realizzazione: Comunicare Organizzando
Orario 10.00-19.00 tutti i giorni
INGRESSO LIBERO
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Ufficio Stampa: Novella Mirri tel. 06/6788874 - Fax 06/6791943 - cell. 335/6077971
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