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TRA LE DUE GUERRECLOTILDE PATERNOSTRO
Renzo Vespignani in mostra a Roma
Il titolo dello mostra di Renzo Vespignani al Vittoriano di Roma (fino al 25 aprile 2004), con scritti di Riccòmini, Trucchi, Gaspare e Roberto De Caro ( catalogo Ut 0rpheus edizioni), è chiaramente indicativo del tema presentato dal pittore. Un arco di tempo lungo che va dal 1930 circa al 1944. Periodo infausto per la storia d’Italia. La mostra odierna è realizzata dal Comune di Roma in memoria soprattutto, delle fosse Ardeatine.
Tutto è descritto in queste tele, dall’ infanzia in divisa di balilla, al momento bellico, al periodo germanico in Italia ( divise magnificamente dipinte anche nei dettagli), agli ultimi momenti cruenti delle stesse guerre coi suoi martiri. Ed era francamente inevitabile; Vespignani ha fatto il diario pittorico della sua vita, da bambino, adolescente, adulto; ché tutti i periodi presentati sono stati da lui vissuti. In senso strettamente disegnativo e pittorico colpisce tanto lo studio dei dettagli, rifacendosi il Pittore alla prassi pittorica dei grandi dei passato; nello studio del dettaglio essi ponevano applicazione e verità per poi sviluppare nell’insieme del quadro il particolare prescelto: la mano, la gamba, il bavero del cappotto, il guanto … Parliamo anche di eleganza e decorazione ampiamente sottolineate. Così Vespignani.
La tela , in superficie è apparentemente scabra, ruvida; il bianco s’impasta al grigio nella piega amara e il verde traduce, in ottima resa, il senso del dolore e dello sgomento. Il rosso, quando appare, mai è rosso vivo, ma spento, scuro, quasi una ruggine Io consumi. Un paradigma di colori che più ancora del disegno rende l’amarezza, quindi il rifiuto. Una pittura sensuale, se vogliamo, dando cioè credito alla sensazione che consente quel recepire senza errore il male o il dolore della condizione negletta e ferita. La guerra produce morti, eroi, e creature sacrificali.. La carrellata è lunghissima nelle tele di Vespignani e rappresentano, nel loro insieme, un monito; l’arte ha anche tale privilegio, essere un monito che va recepito, assecondato. Didascalie senza parole, abbiamo detto; immagini dense di significati che codificano se stesse quali attributi della memoria. Pittore libero d’appartenere alla storia Vespignani, che mai potremo definire figurativo ad oltranza o espressionista (o forse entrambe lo cose con un sostrato di letterario verismo) emerge da questa mostra un protagonista della pittura italiana dei XX secolo. Il pittore dei cicli storici resi con la maestrìa ineguagliata dei Grandi. Una mostra davvero da non perdere.
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