Sinequanon: mensile on-line di turismo, attualità e cultura in Italia
Recensioni ed interviste
Turismo
Gastronomia
Musica
Teatro
Arte
Libri
Cinema
Attualità
Finanza
Medicina

Mostre - Avvenimenti - Interviste - Galleria

RAUSCHENBERG A FERRARA


LUISA CHIUMENTI

Al Palazzo dei Diamanti
fino al 6 giugno 2004

Molte opere inedite ed altre già note di colui che fu protagonista del movimento simbolista in Europa, Robert Raushenberg, sono ora esposte a Ferrara ( Palazzo dei Diamanti ) in una mostra che propone per la prima volta in Italia una retrospettiva dedicata all’Artista, composta da un’ottantina di opere provenienti da musei e collezioni private americane ed europee.
Quasi tutte le opere appaiono pervase da una profonda inquietudine, mentre sono in certo modo "attraversate" da simboli precisi e ricorrenti, come ad esempio lo specchio e il suo doppio o le numerose immagini femminili, a volte piuttosto fredde, altre volte come agitate da demoni.
Se nell’arco dei primi anni ’50, quale padre del New Dada, Raushenberg in numerosi anni di ricerche, si muoveva a New York nell’ambito dell’astrazione, producendo le famose opere "combinatorie", fatte di accumuli di oggetti quotidiani, nel successivo decennio, più coinvolto dall’interesse per i mass media e la tecnica della serigrafia, diventerà il precursore della Pop Art.
E’ stato detto infatti che forse Rauscenberg, uno dei maggiori artisti contemporanei , precursore dei principali movimenti del dopoguerra, dal minimalismo alla pop-art, e instancabile sperimentatore di tecniche e materiali,
forse rappresenta "l’uomo che più ha inventato in questo secolo dopo Picasso" in oltre cinquant’anni di attività.
La rassegna ferrarese ha inizio proprio con lavori eseguiti a New York nei primi anni Cinquanta, quando l’artista, percorrendo le vie della città, raccoglieva ogni cosa : da semplici frammenti della segnaletica stradale, a pezzi di giornale, riproduzioni a stampa, e perfino tabulati o animali impagliati, elementi che egli poi introduceva nel suo contesto pittorico "espressionista astratto".

Ed ecco in mostra alcune opere astratte e proto-minimaliste ed altre, che sono già anticipazioni della serie per cui Raushenberg è più conosciuto: i celebri "Combines", che iniziano a comparire alla metà degli anni ’50, introducendo appunto in un contesto pittorico espressionista-astratto le immagini e gli oggetti presi dal mondo reale, al di là di ogni tradizionale distinzione fra le Arti. La rassegna prosegue con alcuni transfer drawings della fine degli anni ’50 e con la bellissima serie dei dipinti serigrafici dei primi anni Sessanta, dove l’adozione di una tecnica di riproduzione commerciale e la predilezione per soggetti tratti dai mass media lo portano a risultati che fanno di lui uno dei precursori della pop art.
Sempre ad un linguaggio prevalentemente astratto, appartiene anche una serie di lavori, come "Venetians" e "Cardboards", eseguiti durante il soggiorno in quell’ isola al largo della costa della Florida, dove l’Artista si era trasferito nel ’70 e dove tutt’oggi vive e lavora. Ed ecco che in altre opere come "Hoarfrodts" ad esempio, egli trasferisce le proprie ispirazioni in immagini che appaiono su tessuti lucidi e semitrasparenti come la seta, lo chiffon e il raso.

E la mostra prosegue ancora con due serie di lavori che l’artista aveva iniziato alla metà degli anni settanta, "Spreads e Scales", nei quali assume di nuovo un rilievo particolare l’impiego di oggetti trovati e di immagini riportate da giornali.
Continuando a lavorare in questa direzione, negli anni Ottanta Rauschenberg creava la serie "Kabal American Zephyrs", usando molto la tecnica del collage e dell’assemblaggio, mentre, nella serie "Gluts", trasformando pezzi di metallo di scarto in rilievi da parete, dava vita a vere e proprie, affascinanti opere di scultura.
Il metallo, nella sua cupa monocromia, o nella sfavillante lucentezza, o negli effetti dati dall’ossidazione o dalla corrosione, viene esplorato in ogni speciale effetto : ed ecco i lavori cui Rauschenberg dà vita tra la metà degli anni ’80 e i primi anni ’90.
L’esposizione del Palazzo dei Diamanti a Ferrara si conclude con le serie più recenti, eseguite dal 1992 ad oggi, fra le quali "Arcadian Retreats" o " Apogamy Pods", in cui le immagini sono elaborazioni derivate da fotografie scattate dallo stesso Rauschenberg in tutto il mondo, in una un’intensa attività creativa, indipendente da ogni corrente artistica e come sempre impostata sulla sperimentazione.


Per informazioni: Palazzo dei Diamanti –
Corso Ercole I d’Este, 21 – 44100 – Ferrara.
Tel. 0532 209988 - Fax: 0532 203064
e-mail:
diamanti@comune.fe.it

www.comune.fe.it